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Castel del Varco - LaimburgItaliano    Enspa˝ol    Francoise    Deutsch Deutsch    English English  

Castel Varco - LaimburgOggi ben visibile dall'autostrada del Brennero in particolare subito dopo Bolzano in direzione Trento, si staglia con le sue austere rovine sul lato destro al culmine di una collina ed Ŕ raggiungibile uscendo al casello di Egna-Ora e seguendo poi l'indicazione Laimburg e cioŔ costeggiando immediatamente l'autostrada stessa ma questa volta in direzione nord. Questa piccola strada comunale, porta a Maso Stadelhof e dopo due ripidi tornanti raggiunge il castello che si trova a 368 m. di quota ed era destinato al controllo dei passaggi sulla sponda destra dell'Adige. La zona fu molto frequentata da popolazioni preistoriche e nell'area di Vadena, a nord del lago di Caldaro, Ŕ stata rinvenuta una necropoli con resti preistorici e romani.

Il castello era la casa madre dei signori di Laimburg la cui casata si esaurý con Kaspar nel 1488. Heinrich di Laimburg, aveva ottenuto il castello nel 1269 dal Conte Meinhard del Tirolo, ma nel quadro per il predominio sul territorio il principe vescovo di Trento Enrico III di Metz (1310-1336) ed in particolare Nicol˛ da Brno (1336-1347) con le sue armate, conquist˛ nel 1339 Castel Chiaro / Leuchtenburg, posto ad una quota molto pi¨ elevata (575 m.) sull'altro lato della gola che li divide e due anni dopo (1341) si impadroný anche di Castel Varco-Laimburg. Per illustrare meglio il " personaggio storico Nicol˛ " Ŕ possibile affermare che Carlo di Boemia, figlio maggiore del Johannes di Lussenburgo re di Boemia, si era insediato a Castel Tirolo quale reggente in vece del fratello minore Giovanni che nel 1330 all'etÓ di 9 (nove) anni aveva sposato Margareta Maultasch di 12 (dodici) anni contessa del Tirolo la quale all'etÓ di 24 anni lo ripudierÓ in quanto imposto oltre a non poter avere figli da lui e sposando Ludovico di Wittelsbach, margravio di Brandeburgo, duca di Baviera e figlio dell'imperatore Ludovico il Bavaro dal quale nascerÓ Mainardo III.
Carlo di Boemia aveva portato con sÚ il cancelliere Nicol˛ da Brno (2005:attuale capitale della Moravia nella Repubblica Ceca) che nel giugno 1337 grazie all'influente appoggio del conterraneo Johannes re di Boemia di cui era stato consigliere e funzionario, venne prima nominato vescovo di Trento e il 13 giugno 1338 confermato da papa Benedetto XII. In questo modo la casa di Boemia, si assicur˛ la completa fedeltÓ e sottomissione del principato trentino. Il 9 agosto 1339, per ricompensare il principe vescovo dell'amicizia sempre dimostrata, Johannes re di Boemia volle concedere a Nicol˛ da Brno ed ai suoi successori lo stemma di San Venceslao sulla cattedra di San Virgilio (Trento) .Anche questo rappresenta un' aquila che non Ŕ assolutamente da confondere con l'analoga, simile immagine rappresentativa dei conti di Tirolo, con i quali sorgeranno peraltro molti contrasti.

Non i Leis di Paschbach, ma l'altro ramo della famiglia Leis, entrambi presenti nel circondario di Caldaro da circa il 1500, ricevette il castello in rovina posto sopra Caldaro/Kaltern il 16 gennaio 1591 dall'arciduca Ferdinando d'Asburgo, acquisendo così il titolo nobiliare. Perci˛ fu aggiunto a questo ramo della famiglia Leis l'appellativo "di Laimburg", ma essi non fecero mai ricostruire il castello.



Di seguito si riporta quanto inciso in una lamina di bronzo posta nelle vicinanze del castello:
Nel 1269 la " Laimburg " Ŕ nominata per la prima volta nelle fonti scritte.
Il conte Mainardo II di di Gorizia-Tirolo in quell'occasione diede la " vest Layenburg " a Heinrich von Laien. Quest'ultimo apparteneva a una famiglia borghese bolzanina e fu per tutta la sua vita stretto confidente dei conti del Tirolo. Una datazione dendrocronologia di un legno da costruzione della torre ha rivelato che il tronco usato fu abbattuto nel 1268. Anche l'opera muraria costituita da pietre sistemate in strati strettamente orizzontali, individuata sulla torre, sottolinea l'edificazione di quest'ultima nella seconda metÓ del XIII secolo. Un ulteriore caratteristica di quest'epoca Ŕ l'uso di bugne rustiche lungo il giunto delle pareti. Contemporaneamente alla torre fu costruito un muro di cinta e un edificio residenziale a pi¨ piani. Una cisterna nel cortile garantý a chi ci abitava il rifornimento idrico. Nel XIV secolo la "Laimburg" Ŕ in possesso dei signori "von Rottenburg", residenti a Caldaro. Questa famiglia nobile e molto influente, spesso Ŕ coinvolta in conflitti guerreschi che determinano anche il destino della " Laimburg " . Cosý il castello fu conquistato e distrutto dal vescovo Nicola di Trento negli anni 1339 e 1341 dopodichŔ la famiglia dei "Rottenburger" ottenne di nuovo la sua proprietÓ, e allarg˛ il castello ancora durante il XIV secolo. In quell'occasione fu costruito un ampio edificio, che determina l'impianto d'ora in poi verso l'est. Di conseguenza si form˛ un nuovo cortile tra la vecchia e la nuova costruzione. Il castello giunse in questa maniera alla sua estensione odierna. Nel 1410 i signori di "Rottenburg"persero la "Laimburg" definitivamente in seguito a un ennesimo conflitto. Il nuovo proprietario, il duca Federico IV (Tascavuota 1406-1439) affid˛ la cura del castello al custode "Wilhelm von Waltenhofen" nel 1424. Fu questi a ridare alla Laimburg lo stato di abitazione ma giÓ a partire dalla fine del XV secolo il castello fu lasciato al decadimento. Dal 1999 al 2001 Ŕ avvenuta la salvaguardia e la conservazione della rovina tramite il centro di sperimentazione Laimburg in collaborazione con l'ufficio per i beni culturali della provincia autonoma di Bolzano.


Entrambe le planimetrie (2░ metÓ XII sec e XIV sec) riportando le spiegazioni di 1..10 sui tubi

  1. MASTIO - WEHRTURM
  2. CORTE - BURGHOF
  3. CISTERNA - ZISTERNE
  4. PALAZZO - PALAS
  5. CAPPELLA - KAPELLE
  6. CORTE - BURGHOF
  7. EDIFICIO AGRICOLO - WIRTSCHAFT GEBÄUDE
  8. EDIFICIO AGRICOLO - WIRTSCHAFT GEBÄUDE
  9. EDIFICIO ABITATIVO / AGRICOLO - WOHN- UND WIRTSCHAFT GEBÄUDE
  10. EDIFICIO ABITATIVO / AGRICOLO - WOHN- UND WIRTSCHAFT GEBÄUDE
  11. ???


[Texto en espa˝ol - las imßgenes son anteriores]

Castel Varco-Laimburg

Hoy bien visible desde la autopista del Brennero en particular justo después de Bolzano en dirección a Trento, resalta con sus austeras ruinas sobre el lado derecho de la cumbre de una colina y se alcanza saliendo en la estación de peaje de Egna-Ora y siguiendo después la indicación Laimburg y esto está costeando inmediatamente la misma autopista pero esta vez en dirección norte. Esta pequeña carretera municipal, lleva a Maso Stadelhof y después de dos curvas cerradas en rampa se llega al castillo que se encuentra a 368m. de cota y estaba destinado al control de los pasajes en la orilla derecha del Adige. La zona fue muy frecuentada por los pueblos prehistóricos y en la zona de Vadena, al norte del lago de Caldaro, ha sido hallada una necrópolis con restos prehistóricos y romanos.
El castillo era la casa madre de los señores de Laimburg cuya descendencia se extinguió con Kaspar en el 1488. Heinrich de Laimburg, había obtenido el castillo en el 1269 del conde Meinhard del Tirol, pero en el cuadro por el predominio de su territorio el príncipe obispo de Trento EnricoIII de Metz (1310-1336) y en particular Nicoló da Brno (1336-1347) con sus armadas, conquistó en el 1339 Chiaro/Leuchtenburg, lugar a una cota mucho más elevada (575m.) hacia el otro lado de la garganta que les separa y dos años después (1341) se empadronó también de Castel Varco-Laimburg.
Para ilustrar mejor el “personaje histórico Nicoló” es posible afirmar que Carlo di Boemia, hijo mayor de Johannes di Lussenburgo rey de Boemia, se había establecido en Castel Tirolo como regente en vez del hermano menor Giovanni que en el 1330 a la edad de 9 (nueve) años se había casado con Margareta Maultasch de 12 (doce) años condesa del Tirol la cual a los 24 años lo repudiará porque estaba planificado además de porque no podía tener hijos de él y esposando a Ludovico de Wittelsbach margravio de Branderburgo, duque de Baviera e hijo del emperador Ludovico il Bavaro del cual nacerá Mainardo III.
Carlo de Bohemia había llevado consigo el canciller Nicoló da Brno (2005: actual capital de Moravia en la República checa) que en junio de 137 gracias al influyente apoyo del paisano Johannes rey de Bohemia del cual había sido concejal y funcionario, fue primero nombrado obispo de Trento y el 13 de junio de 1338 confirmado por el papa Benedetto XII. De esta manera la cada de Bohemia, se aseguró la completa fidelidad y sumisión del principado trentino. El 9 de Agosto de 1339, para recompensar al príncipe obispo por la amistad siempre demostrada, Johannes rey de Bohemia, quiso conceder a Nicoló da Brno y a sus sucesores de la cátedra de San Virgilio (Trento) el escudo de San Venceslao que representa un águila que no se puede de ninguna manera confundir con la análoga pero distinta imagen representativa de los condes del Tirol con los cuales sostuvieron muchos contrastes.

No los Leis de Paschbach, sino la otra rama de la familia Leis, ambos presentes en el círculo de Caldaro desde aproximadamente 1500, recibieron el 16 de enero de 1591 del archiduque Fernando de Asburgo el castillo en ruinas sobre Caldaro/Kaltern adquiriendo también el título nobiliar y por eso fue añadido a esta rama de la familia Leis el apelativo “de Laimburg” pero no lo hicieron nunca reconstruir.

A continuación se cita todo lo que está inciso en una lámina de bronce situada en las cercanías del castillo:

En 1269 la “Laimburg” es nombrada por primera vez en las fuentes escritas. El conde Mainardo II de Gorizia-Tirolo en esta ocasión dio la “vest Layenburg” a Heinrich vo Laien. Este último pertenecía a una familia burguesa bolzanina y fue para toda su vida estrecho confidente de los condes del Tirol. Una datación dendocronológica de una madera de la construcción de la torre ha revelado que el tronco usado fue derrumbado en el 1268. También la obra de la pared constituida de piedras colocadas en capas estrechamente horizontales, individuada sobre la torre, subraya la edificación de esta última en la segunda mitad del siglo XIII. Una característica posterior de esta época es el uso de almohadillas rústicas en las juntas de las paredes. Contemporáneamente a la torre fue construida una pared de cerco y un edificio residencial de más plantas. Una cisterna en el patio garantizaba al que vivía el abastecimiento de agua. En el siglo IX la “Laimburg” está en posesión de los señores “von Rottenburger”, residentes en Caldaro. Esta familia noble es muy influyente, a menudo está implicada en conflictos de guerra que determinan también el destino de la “Laimburg”. Así el castillo fue conquistado y destruido por el obispo Nicola de Trento en los años 1339 y 1341 después de que la familia de los “Rottenburger” obtuvo de nuevo su propiedad, y ensanchó el castillo todavía durante el siglo XIV. En aquella ocasión fue construido un amplio edificio, que determina la instalación de ahora en adelante hacia el este. En consecuencia se formó un nuevo patio entre la vieja y la nueva construcción. El castillo alcanzó de esta forma su extensión actual. En el 1410 los señores de “Rottemburg” perdieron la “Laimburg” definitivamente después de un enésimo conflicto. El nuevo propietario, el duque Federico IV (Tascavuota 1406-1439) encomendó el cuidado del castillo al guardián “Wilhelm von Waltenhofen” en el 1424. Fueron estos a volver a dar a la Laimburg el estado de habitaciones pero ya a partir del final del siglo XV el castillo fue dejado al decaimiento.

Desde 199 al 2001 ha acontecido la salvaguardia y la conservación de la ruina trámite el centro de Experimentación Laimburg en colaboración con la oficina para los bienes culturales de la provincia autónoma de Bolzano.

1 MASTIO - MASTIO
2 CORTE - CORTE
3 CISTERNA - CISTERNA
4 PALAZZO - PALACIO
5 CAPPELLA - CAPILLA
6 CORTE - CORTE
7 EDIFICIO AGRICOLO - EDIFICIO AGRICOLA
8 EDIFICIO AGRICOLO - EDIFICIO AGRICOLA
9 EDIFICIO ABITATIVO / AGRICOLO - EDIFICIO HABITABLE / AGRICOLA
10 EDIFICIO ABITATIVO / AGRICOLO - EDIFICIO HABITABLE / AGRICOLA
11 ???


[Texte en franšais - les images sont au-dessus]

Château Varco-Laimburg

Aujourd’hui bien visible de l’autoroute du Brenner, en particulier après Bolzano en direction de Trente, il se détache avec ses ruines austères sur le côté droit au sommet d’une colline et est accessible en sortant au panneau Egna-Ora et en suivant l’indication Laimburg, c’est-à-dire en longeant immédiatement l’autoroute-même mais cette fois en direction du nord. Cette petite route communale porte à Maso Stadelhof et après deux raides tournants, rejoint le château qui se trouve à 368 mètres d’altitude et était destiné au contrôle des passagers sur la berge droite de l’Adige. La zone était très fréquentée, par des populations préhistoriques et dans la zone de Vadena, au nord du lac de Caldaro, a été découverte une nécropole avec des restes préhistoriques et romains.
Le château était la maison-mère des seigneurs de Laimburg, laquelle maison s’éteignit avec Kaspar en 1488. Heinrich de Laimburg avait obtenu le château en 1269 du comte Meinhard du Tyrol, mais dans le cadre de la suprématie sur le territoire le prince évêque de Trente, Henri III de Metz (1310-1336) et en particulier Nicolas de Brno (1336-1347) avec ses armées, conquit en 1339 château Chiaro/ Leuchtenburg, situé à une altitude plus élevée (575m) sur l’autre côté de la gorge qui les divise, et deux ans plus tard (1341) il s’empara également du château Varco-Laimburg.
Pour mieux illustrer le “personnage historique Nicolas” il est possible d’affirmer que Charles de Bohême, fils aîné de Jean de Luxembourg, roi de Bohême, s’était installé au château Tyrol comme régent à la place de son frère mineur, Jean qui en 1330, à l’âge de neuf ans avait épousé Margareta Maultasch de douze ans, comtesse du Tyrol, laquelle à l’âge de 24 ans le répudiera pour ne pouvoir lui donner d’enfant et épousa Ludovic de Wittelsbach, margrave de Brandebourg, duc de Bavière et fils de l’empereur Ludovic le Bavaro duquel naîtra Mainardo III.
Charles de Bohême avait porté avec lui le chancelier Nicolas de Brno (2005 : actuelle capitale de la Moravie en République Tchèque) qui en juin 1337 grâce à l’influent appui du compatriote Johannes, roi de Bohême, duquel il était conseiller et fonctionnaire, fut d’abord nommé évêque de Trente et le 13 juin 1338 confirmé du pape Benoît XII. De cette manière la maison de Bohême s’assura la complète fidélité et soumission du principat trentin. Le 9 août 1339, pour récompenser le prince évêque de l’amitié toujours démontrée, Johannes roi de Bohême, voulait concéder à Nicolas de Brno et à ses successeurs sur la chair de San Virgilio (Trente) le blason de San Venceslao qui représente un aigle qui n’est absolument pas à confondre avec l’analogue mais diverse image représentative des comtes de Tyrol avec lesquels s’élevèrent de nombreux litiges.

Ce ne sont pas les Leis de Paschbach, mais l’autre branche de la famille Leis, tous deux présents dans les environs de Caldaro depuis 1500 environ, qui reçut le 16 janvier 1591 de l’archiduc Ferdinand de Habsbourg le château en ruine situé au-dessus de Caldaro/Kaltern, acquérant ainsi également le titre nobiliaire et c’est pour cela que fut ajouté à cette branche de la famille Leis l’appellation “de Laimburg”, mais ceux-ci ne le firent jamais reconstruire.

Par la suite on se référa à l’inscription d’une plaque de bronze située dans les annexes du château :


En 1629 la “Laimburg” est citée pour la première fois dans des sources écrites. Le comte Mainardo II de Gorizia-Tirolo en cette occasion donna la “vest Layenburg” à Heinrich von Laien. Ce dernier appartenait à une famille bourgeoise de Bolzano et fut pour toute sa vie un intime confident des comtes du Tyrol. Un datation dendrochronologique du bois de construction de la tour a révélé que le tronc utilisé fut abattu en 1268. L’appareil mural, constitué de pierres organisées en strates horizontales, individualisé sur la tour, souligne l’édification de celle-ci dans la seconde moitié du XIIIe siècle. Une ultérieure caractéristique de cette époque est l’utilisation de bossages rustiques le long des joints des parois. En même temps que la tour, furent construits un mur d’enceinte et un édifice résidentiel de plusieurs étages. Une citerne dans le cour garantissait, à qui y habitait, l’approvisionnement en eau. Au XIVe siècle la “Laimburg” était en possession des seigneurs “von Rottenburg”, résidents à Caldaro. Cette noble famille, très influente, était souvent impliquée dans des conflits guerriers qui déterminaient aussi le destin de la “Laimburg”. De cette façon l’évêque Nicolas de Trente, dans les années 1339 à 1341, conquit et détruisit le château; après quoi la famille des “Rottenburger” en obtint à nouveau la propriété, encore au XIVe siècle, elle élargit le château. En cette occasion il fit construire un ample édifice, qui détermina le plan actuel vers l’est. En conséquence on forma une nouvelle cour entre l’ancienne et la nouvelle construction. Le château atteignit de cette manière son extension maximale. En 1410 les seigneurs de “Rottenburg” perdirent définitivement la “Laimburg” après un énième conflit. Le nouveau propriétaire, le duc Frédéric IV (poche vide 1406-1439) confia le soin du château à son serviteur “Wilhelm von Waltenhofen” en 1424. Ce sont eux qui donnèrent à nouveau à la “Laimburg” l’état d’habitation mais déjà à partir de la fin du XVe siècle le château fut laissé a l’abandon.
De 1999 à 2001 furent entreprises des opérations de sauvegarde et de conservation des ruines grâce au centre d’expérimentation Laimburg en collaboration avec l’office pour les biens culturels de la province autonome de Bolzano.

1 MASTIO - DONJON
2 CORTE - COUR
3 CISTERNA - CITERNE
4 PALAZZO - PALAIS
5 CAPPELLA - CHAPEL
6 CORTE - COUR
7 EDIFICIO AGRICOLO - EDIFICE AGRICOLE
8 EDIFICIO AGRICOLO - EDIFICE AGRICOLE
9 EDIFICIO ABITATIVO e AGRICOLO - EDIFICE HABITABLE et AGRICOLE
10 EDIFICIO ABITATIVO e AGRICOLO - EDIFICE HABITABLE et AGRICOLE
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[Text auf Deutsch - die Bilder sind oben]
Deutsch Deutsch

Schloß Varco-Laimburg

Sehr sichtbar von der Autobahn vom Brennero insbesondere gleich nach Bolzano Richtung Trient ragt es mit den Ruinen auf der rechte Seite auf dem Gipfel eines Hügels heraus. Um das Schloß zu erreichen, fährt man Richtung Schloß Egna-Ora aus und dann nach der Beschilderung Laimburg Richtung norden, fast der Autobahn entlang. Diese kleine Landstraße führt nach zwei steilen Kurven zur Burg, die um 368 m ist, um am besten die Zoll-Kontrolle am Etsch ab Mittelalter zu üben. Das Gebiet war auch in Prähistorie bewohnt, bzw. in Vadena, nördlich vom KalterSee, ist eine Nekropole mit prähistorischen und römischen Reste gefunden worden.
Die Burg gehörte den Herren von Laimburg, wessen Nachkommen mit Kaspar 1488 auslöschte. Heinrich von Laimburg erhielt die Burg 1269 vom Grafen Meinhard vom Tirol, aber das Gebiet wurde später vom Prinz-Bischof von Trient Heinrich III von Metz (1310-1336) und danach von Nikolaus; aus Brno (1336-1347) erobert, als sie 1339 Schloß Chiaro/Leuchtenburg, das höher auf der anderer Seite des Tales liegt (575m), und zwei Jahre später (1341) auch Schloß Varco-Laimburg ihnen gehörten.
Karl von Böhmen, älteste Sohn von Johannes aus Luxembourg, König von Böhmen, lebte in Schloß Tirol als Regent des 9 Jährigen Bruders Johann, der 1330 die Gräfin von Tirol Margarethe Maultasch (12 Jahre alt) heiratete. Sie lehnt ihn mit 24 ab, weil sie keine Kinder von ihm haben könnte, und heiratet Markgraf von Brandenburg Ludwig von Wittelsbach, Herzog von Bayern und Sohn des Kaisers Ludwig der Bayrische; Mainhard III wurde geboren.
Der Kanzler Nicolo' aus Brno (2005: aktuelle Hauptstadt von Moravien in der tschechischen Republik) hatte Karl von Böhmen begleitet; er wurde im Juni 1337 zuerst Bischof von Trient danke des einflußreichen Hilfes Johannes König von Böhmen, von dem er Ratsherr und Beamter gewesen war, und 13.06.1338 offizeill vom Paps Benedetto XII bestńtigt wurde. Böhmen war deshalb mit Fürstentum-Trient gebunden. Am 09.08.1339 belohnte Johannes König von Böhmen den immer treuen Prinz-Bischof Nikolaus und seinen Nachfolgern in der Regierung von Hlg. Vergils Gebiet (Trento) mit dem der Schild von Hlg. Venceslao, das einen Adler darstellt; man lies sich aber nicht mit dem Ähnlichen von Grafen von Tirol, die später in Kontrast zu ihnen kamen.

Nicht die Leis von Paschbach, sondern der andere Teil der Familie Leis, beide gegenwärtig im Kreis von Caldaro gegen 1500, bekamen 16.01.1591 di Ruinen über Kaltern von Erzherzog Fernand von Hasburg, um den adligen Titel zu bekommen; deshalb wurden sie Leis "von Laimburg"; die Burg ließen sie aber nie aufbauen.

Es folgt, was auf Bronze in der Nähe von der Burg steht:

1269 wird “Laimburg” zum ersten Mal in den geschriebenen Quellen genannt. Bei dieser Gelegenheit gab Graf Mainhard II von Gorizia-Tirol Heinrich von Laien die “Festung Layenburg” . Dieser stammte aus einer familie der Bourgeoise aus Bozen, und war da ganze Leben ein sehr nahe Vertraute von den Grafen von Tirol. Eine dendrologische Datierung vom Holz im Hauptturm behauptet, daß der gebrauchte Stamm 1268 fńllen wurde. Die Mauer von Steinen, die in waagerechte Schichten sind, wie die vom Turm, ist Zeichen von de Bauweise in der zweiten Hälfte des XIII Jahrhunderts. Eine spätere Eigenschaft dieser Zeit ist die Verwendung von Bossenwerk in den Mauerverbńnden. Gleichzeitig wurde auch einen Mauerring und ein Wohngebäude mit mehreren Stockwerken gebaut. Eine Zisterne im Hof garantierte die Versorgung von Wasser. Im IX Jahrhundert geh÷rte die Festung “Laimburg” den Herren “von Rottenburger”, die in Kaltern wohnten. Diese adlige Familie ist sehr einflußreich, oft nimmt an Konflikten und Kriege teil; deshalb wird die Festung “Laimburg.” zerst÷rt. Die Burg wurde vom Bischof Nikolaus von Trient 1339 und 1341 nach der Zerstörung, aber die “Rottenburger” erhielten sie wieder, und vergrößerte die Burg während des XIV Jahrhunderts. Ein breiteres Gebäude wurde gebaut, und die Burg bekommt di Form zum Osten. Als Nachfolge konnte man einen neuen Hof zwischen dem alten und neuem Bau. Die Burg erreichte schon damals seine aktuelle Größe. 1410 verloren die Herren von “Rottemburg” die Burg “Laimburg” definitiv nach einem unter unzńhligen Konflikt. Der neue Eigentümer, Herzog Frederich IV (Leeretasche genannt; 1406-1439) lies 1424 die Burg zum Hüter “Wilhelm von Waltenhofen” . Er lies die Festung nochmal bauen, aber schon Ende des XV Jahrhunderts wurde die Burg verlassen.

Von 1999 bis 2001 ist der Schutz und die Erhaltung der Ruine dank des Zentrums von Forschung Řber Laimburg in Zusammenarbeit mit dem Büro für die kulturellen Güter von der unabhńngigen Stadt von Bolzano.

1. WEHRTURM
2. BURGHOF
3. ZISTERNE
4. PALAST
5. KAPELLE
6. BURGHOF
7. WIRTSCHAFT GEBÄUDE
8. WIRTSCHAFT GEBÄUDE
9. WOHN UND WIRTSCHAFT GEBÄUDE
10. WOHN UND WIRTSCHAFT GEBÄUDE
11. ???


[Text in English - the images are above]
English English

Castel Varco-Laimburg

Today the castle is easily visible from the freeway in Brennero, in particular right after Bolzano in the direc-tion of Trento. It stands out on the right side on the top of a hill with its austere ruins, and it is reachable exit-ing at the toll booth of Egna-Ora and then following the signs for Laimburg-that is, skirting the freeway itself but this time going toward the north. This small communal road leads to Maso Stadelhof and, after two steep switchbacks, to the castle. The castle itself sits at an altitude of 368 meters and was originally designed to control the passageways along the right bank of the Adige River. This zone was populated by prehistoric peoples, and in the area of Vadena, north of Caldaro Lake, a necropolis was found with prehistoric and Ro-man remains.

The castle was the headquarters of the lords of Laimburg, whose lineage ended with Kaspar in 1488. Heinrich of Laimburg obtained it castle in 1269 from Count Meinhard of Tyrol. In the greater picture of control over the territory, in 1339 the prince-bishop of Trento, Enrico III of Metz (1310-1336), and in particular the army of Nicol˛ da (of) Brno (1336-1347) conquered the Castel Leuchtenburg (Shining Castle). This castle is placed at a much greater altitude (575 meters) on the other side of the gorge that divides the castles. Two years later (1341), Enrico III also assumed control of Castel Varco-Laimburg.

Some background information will better illustrate the "historic figure of Nicol˛." One can affirm that Karl IV of Bohemia, eldest son of Jan of Luxembourg, King of Bohemia, was installed at Castle Tyrol as regent in place of younger brother Giovanni. In 1330 Giovanni, at the age of nine, had married Margareta Maultasch, 12 years old, Countess of Tyrol. At the age of 24 Maultasch rejected her husband due to her being ordered not to have children by him, and married instead Ludovico of Wittelsbach, the Margrave of Brandenburg, Duke of Bavaria, and son of Emperor Ludovico IV the Bavarian, from whom Maynard III was born.

Karl IV of Bohemia had brought with him the chancellor Nicol˛ da Brno (as of 2005, the capital of Moravia in the Czech Republic). In June of 1337, thanks to the influential support of countryman (and king) Jan, to which he was adviser and functionary, Nicol˛ was nominated bishop of Trento to be confirmed by Pope Benedict XII on June 13, 1338. In this way the house of Bohemia assured itself of the complete loyalty and submission of the princedom of Trento. On August 9, 1339, to repay the bishop-prince for the friendship he had always shown, King Jan granted to Nicol˛ da Brno and his successors at the Cathedral of St. Virgil (Trento) the coat of arms of San Venceslao, which depicted an eagle. (This is not to be confused with the analogous but different image representing the counts of Tyrol, with which many differences arise.)

Not the Leis of Paschbach, but the other branch of the Leis family-both present in the area of Cal-daro from about 1500-on January 16, 1591, received from Archduke Ferdinand of Habsburg the cas-tle in ruins set above Caldaro/Kaltern. They acquired also the title of nobility, and thus the appella-tion "of Laimburg" was added to this branch of the Leis family. They would never reconstruct the castle.

Below is the account of the inscription on a bronze plate placed in the surroundings of the castle:

In 1269 "Laimburg" was named for the first time in written sources. On that occasion, Count Maynard II of Gorizia-Tyrol gave the "vest Layenburg" to Heinrich von Laien. The latter pertained to a bourgeois family from Bolzano and was for all his life the close confidant of the counts of Tyrol. A piece of wood used in con-struction of the tower was dated using tree-dating techniques, which revealed that the trunk used was felled in 1268. The wallwork identified on the tower, constituted of stones organized in strictly horizontal rows, also underlines its construction in the second half of the thirteenth century. Another characteristic of this era was the use of rustic stonework along the meeting point of the walls. A boundary wall and multi-floor residence were constructed contemporaneously with the tower. A cistern in the courtyard guaranteed the inhabitants a water supply. In the fourteenth century the "Laimburg" Castle was in possession of the lords von Rottenburg, residents of Caldaro. This noble family was very influential, often involved in conflicts of war that would also determine the fate of the Laimburgs. The castle was conquered and destroyed by Bishop Nicola of Trento in the years 1339 and 1341, after which the Rottenburgers once more obtained the property and enlarged the castle again during the fourteenth century. On that occasion they constructed an ample structure that would direct future building plans toward the east. By consequence a new courtyard formed between the old and new construction, and in this manner the castle reached its present-day extension. In 1410 the Rottenburg lords definitively lost Laimburg following another of their numerous conflicts. The new owner Duke Frederick IV (Frederick of the Empty Pockets, 1406-1439) entrusted the care of the castle to the custodian Wilhelm von Waltenhofen in 1424. This move led once more to Laimburg being inhabited, but already by the end of the fifteenth century the castle was left to decay.

From 1999 to 2001 the salvation and conservation of the ruins was taken up by the "Centro di Sperimentazi-one" (Center of Experimentation) of Laimburg in collaboration with the Office of Cultural Heritage of the autonomous province of Bolzano.
1 MAIN TOWER - WEHRTURM
2 COURTYARD - BURGHOF
3 CISTERN - ZISTERNE
4 PALACE - PALAS
5 CHAPEL - KAPELLE
6 COURTYARD - BURGHOF
7 AGRICULTURAL BUILDING - WIRTSCHAFT GEBAUDE
8 AGRICULTURAL BUILDING - WIRTSCHAFT GEBAUDE
9 HOUSING / AGRICULTURE - WOHN UND WIRTSCHAFT GEBAUDE
10 HOUSING / AGRICULTURE - WOHN UND WIRTSCHAFT GEBAUDE
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