L’UNICEF, fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, è un’Agenzia delle Nazioni Unite, fondata nel 1946 per aiutare i bambini vittime della Seconda Guerra Mondiale.

Nel periodo tra il 1946 al 1953 fu presente in vari paesi europei, e anche in Italia, con moltissimi interventi a difesa dei bambini. La situazione era drammatica: nel 1949 morivano più di 72 bambini ogni mille nati e in regioni poverissime come la Basilicata i morti erano addirittura 110 su 1000.

L’UNICEF aiutò l’Italia del dopoguerra in modo massiccio: per esempio, fornendo 800.000 paia di scarpe per bambini e 700.000mq di stoffe per abiti, ma anche costruendo centrali del latte in molte province italiane, fornendo le prime incubatrici ai reparti pediatrici di molti grandi ospedali specie nel sud del paese, distribuendo latte in polvere e vitamine, medicinali e antibiotici, allora rari e preziosissimi contro le malattie infettive, aiutando le mense scolastiche e ricostruendo scuole e corsi di educazione popolare (nel 1950, l’11% degli italiani era analfabeta, e in alcune zone del sud lo era addirittura il 30% ! ). Nella primavera del 1950 gli aiuti dell’UNICEF avevano raggiunto, solo in Italia, 1.300.000 fra bambini e madri!

Con la granduale ripresa dell’economia dei paesi europei, le attività del Fondo vennero rivolte ai  bambini dei paesi  in via di sviluppo in Africa, Asia e America Latina, fino a che nel 1953, a seguito dei risultati ottenuti, le Nazioni Unite decisero di prorogare indefinitivamente il mandato dell’UNICEF.

Nel 1965 l’UNICEF riceve il Premio Nobel per la pace. Nel 1989 viene approvata la convenzione sui diritti dell’infanzia nella quale si stabilisce che l’UNICEF sia parte in causa per garantire il rispetto dei diritti dei bambini di tutto il mondo

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Territorialmente l’UNICEF è presente ,con il proprio personale ,in 158 paesi, con programmi di emergenza, per difendere i bambini dalle conseguenze delle guerre e di altre calamità.Cibo, acqua potabile, vaccinie medicine:gli aiuti vengono fatti arrivare dal grande centro di magazzinaggio e imballaggio UNICEF situato a Copenaghen (UNIPAC), per accelerare i soccorsi in caso di emergenza.

In tutti i paesi in cui lavora, l’UNICEF impiega soprattutto personale locale per garantire un più facile ed efficace rapporto con la popolazone, con le singole famiglie e comunità.

Invece di costruire ospedali, dighe, grandi impianti, l’UNICEF fa un lavoro forse meno visibile, ma più durato: prepara gli insegnanti e i tecnici locali, forma infermieri e medici affinchè possano operare nei villagi, utilizza tecnologie semplici, che non richiedono necessariamente la presenza di tecnici  stranieri.

                                                                                                

In altre parole, l’UNICEF cerca di aiutare i paesi più poveri a difendere  da    soli la vita dei loro bambini.Perché i  bambini sono il futuro di un paese, la risorsa più importante……

Per salvare i bambini e farli vivere meglio non servono sempre soluzioni costosissime.Spesso basta garantire acqua potabile,vaccinazioni, pochi e semplici farmaci di base,gli strumentiper lavorare e la scuola elementare per tutti :senza scuola non c è futuro,né per  un  bambino né per il suo paese…

                                                                                                     

Quasi due milioni di bambini l’ anno continuano a morire perché non sono stati vaccinati contro le sei principali malattie che colpiscono l’ infanzia: morbillo, poliomielite,tubercolosi,pertosse,difterite e tetano.Ogni anno, nel mondo, tre milioni di bambini continuano a morire a causa della dissenteria. Eppure vaccinare un bambino contro tutte queste malattie costa,complessivamente,meno di trentamila lire…

                                                                                               

 

La maggior parte di loro si potrebbe salvare se fossero disponibili ovunque le bustine di sali reidrati da somministrarsi per via orale: pensate che una bustina costa meno di 200 lire e può salvare la vita di un bambino. Solo nell’ultimo anno l’UNCEF, grazie alla diffusione di questa semplice terapia, è riuscito a salvare la vita a oltre un milione di piccoli.Per questa grande impresa spesso i mezzi scarseggiano: l’UNICEF è finianzato SOLTANTO con contributi volontari di Governi e privati. Aiutateci a costruire un futuro migliore per tutti i bambini del mondo!   

                                                              

 
 

   

New York, 15 Gennaio 2003- Il Direttore , dell’Unicef  Carol Bellamy ha esortato il Consiglio di sicurezza delle nazioni unite ad adottare “una cultura della responsabilità”, chiedendo conto delle loro azioni a chi utilizza bambini nei confitti armati.

 “L’Italia ha ratificato il protocollo anche grazie alla volontà dei 300.000 cittadini che hanno sostenuto la compagna nel nostro paese .Ciò indica chiaramente che l’opinione pubblica non ammette che i bambini vengano utilizzati nelle “guerre” ha dichiarato Cavazza, codinatore della coalizione italiana. La coalizione internazionale “stop using child soldiers”stima che mezzo milione di minori siano oggi impiegati negli eserciti nei gruppi armati di opposizione in 85 paesi; più di 300.000 di questi prendono parte ai combattimenti in 35 paesi. Il problema descritto nel global report 2001 della Coalizione internazionale, è particolarmente ,grave in tutta l’Africa, ma anche in Afganisthan, Sry Lanka, Colombia, Perù, Medio Oriente ,Cecenia, Paraguay.

Della coalizione italiana  “stop all’uso dei bambini soldato!”,nata il 19 aprile 1999 ,fanno parte Amnesty International comitato italiano, Società degli amici quaccheri,Cocis ,Terre des hommes , Italia,Jesuit refuge  service , Centroastal  Cooperazione internazionale volontari nel mondo ,Focisv , Telefono azzurro ,Alisei ,Save the children, Italia intersos.

 Dalla fondazione dell’ UNICEF , nel 1946 a oggi vi sono stati nel mondo più di 15 conflitti armati,130 dei quali nei paesi in via di sviluppo . La maggior parte sono stati conflitti interni a un paese e non conflitti tra stati.

 Nell’ultimo decennio questo è stato il bilancio dei bambini vittime della guerra :     

oltre 2 milioni di bambini sono stati uccisi;

oltre 6 milioni sono rimasti invalidi o sono stati gravemente feriti;oltre 1 milione sono i bambini rimasti soli, orfani o che hanno perso i genitori nella guerra;

circa 20 milioni sono rimasti senza tetto, sfollati o rifugiati;

oltre 10 milioni sono rimasti traumatizzati psicologicamente. Ogni anno tra 8.000 e 10.000 bambini rimangono uccisi o mutilati dalle mine antiuomo. Ancora oggi, oltre 300.000 bambini sono arruolati come soldati in30 conflitti armati in corso nel mondo. 

                                                                                               

Bogotà, 20 giugno 2003- L’UNICEF accoglie con grande soddisfazione la liberazione di 40 ex bambini soldato da parte delle AUC-le forze Autodifesa Unite della Colombia, uno dei principali gruppi paramilitari colombiani – in virtù dell’accordo stipulato tra UNICEF e AUC il 29 novembre 2002, finalizzato alla smobilitazione dei bambini soldato. I 40 bambini, di età compresa tra i 14 e i 17 anni, sono stati liberati lo scorso 12 giugno e sono in buone condizioni di salute:L’UNICEF fornirà loro assistenza medica e psicosociale, con l’obiettivo primario di permetterne il reinserimento scolastico il prima possibile. A oggi sono circa 800 i minori di 18 anni che sono stati smobilitati dai vari gruppi guerrieri e paramilitari:L’UNICEF  ritiene che i minori ancora arruolati nei vari gruppi militari siano oltre 7.000, mentre altri 7.000 fanno parte di milizie armate cittadine. Secondo le stime del governo colombiano(che L’UNICEF non può confermare),circa il 30-40% dei combattenti nella guerriglia sono minori di 18 anni; a causa dei continui rivolgimenti militari oltre 2.200.000 persone, delle quali i 60% sono bambini, sono rimaste sfollate nel corso  degli ultimi 15 anni. Negli ultimi 30 mesi il fenomeno di sradicamento delle popolazioni dalle loro terre di origine è stato il più intenso nella storia della Colombia, con oltre 400.000 persone sfollate a causa della guerra.

Il futuro di oltre 7.000 bambini, costretti a combattere una delle più terribili guerre civili che il mondo abbia conosciuto, è messo in pericolo dall’ insufficiente disponibilità di fondi per i programmi di recupero e di istruzione. Se non saranno resi immediatamente disponibili 1,4 milioni di dollari-e altri 2,4 milioni per il prossimo futuro-l’UNICEF sarà costretta a interrompere i suoi programmi di reinserimento sociale degli ex bambino soldato. Molti degli ex combattenti hanno intrapreso questo percorso di riabilitazione e reinserimento sociale, che deve però essere ancora portato a termine.

 Come ha affermato il Rappresentante dell’ UNICEF per la Sierra Leone Aboubacry Tall, il programma di educazione informale e di formazione professionale ha finora conseguito notevoli risultati: 98% degli ex bambini soldato e dei bambini non accompagnati ha  fatto ritorno alle rispettive comunità d’ origine, centinaia di comunità di villaggio sono state sostenute perché raccogliessero i bambini strappati loro dalla guerra, migliaia di giovani vite –un tempo costrette a combatter- sono state coinvolte in un processo formativo che promette loro un futuro.” Questo processo di riabilitazione è però ancora incompleto e prometti e rischia ora di essere interrotto per una mancanza di risorse che, nel complesso, mette in forse le opportunità di istruzione  di oltre 100.000 bambini. Il risultato, ha ammonito   il Rappresentante dell’UNICEF ,è che “ avremmo migliaia di bambini e di adolescenti per le strade. Tutto questo mentre una guerra è alle porte di  questo paese ancora fragile.