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LA SCRITTURA GEROGLIFICA.
Gli
Egizi avevano inventato una forma di scrittura usando dei simboli, cioè dei
piccoli disegni stilizzati, ognuno dei quali indicava un oggetto, un animale o
una persona. I Greci, che credevano che i disegni fossero segni magici e non
segni di una scrittura, li chiamarono geroglifici, che significa “segni
sacri”.
Ma
come siamo riusciti a decifrare i geroglifici? Nell’agosto del 1798 i soldati
di Napoleone sbarcarono in Egitto e, scavando trincee nella sabbia presso il
villaggio di Rosetta, un soldato trovò una pietra piatta e nera su cui c’erano
incise tre iscrizioni: un testo di quattordici righe di geroglifici in alto, un
testo di trentadue righe di scrittura demotica al centro e un testo di
cinquantaquattro righe di scrittura greca in basso. Esperti di tutto il mondo
studiarono per anni le iscrizioni della pietra, finchè il francese François
Champollion non trovò la soluzione. Egli capì che i geroglifici erano dei veri
e propri segni alfabetici e l’iscrizione greca gliene fornì l’esatto
significato. Poté recarsi, perciò, in Egitto e leggere ciò che era scritto nei
templi, nelle tombe e nelle piramidi.
Se
vuoi tradurre il tuo nome in geroglifici egiziani, collegati al sito http://www.clizio.com/egypt/hiername.htm.
IL ROTOLO DI PAPIRO.
Come tutti sanno, le rive del fiume Nilo
sono ricche di piante di papiro, alte a volte fino a sei metri. Il fusto
robusto è ricoperto da una corteccia liscia e termina in cima con un’ampia
infiorescenza a ombrella. Il papiro viene coltivato sia a scopo ornamentale sia
per produrre oggetti di uso comune, come copricapo, sandali, scatole, barche e
funi. Le radici vengono essiccate e usate come combustibile. Il fusto è la
parte più importante, perché – oltre a essere utilizzato a scopo alimentare –
si è scoperta la possibilità di usarlo anche per produrre fogli su cui
scrivere.
Come
vengono creati i fogli di papiro? Viene tolta dal fusto la corteccia e viene
usato il midollo, tagliato in strisce lunghe e molto sottili, che vengono
incollate una vicina all’altra, fino a formare una pagina su cui si sovrappone
un altro strato di strisce disposto trasversalmente. Il foglio così ottenuto
viene pressato, asciugato e lisciato. Con circa venti fogli di papiro si
possono formare dei rotoli su cui gli scribi scrivono su colonne affiancate,
usando un giunco appuntito, intinto in un inchiostro composto di nero di fuliggine
o di carbone di legno, grattato dal vasellame di cucina e trattato con una
leggera soluzione di colla. Il rotolo viene avvolto attorno a un bastoncino di
legno o di avorio, che ha una striscia di pelle su cui viene scritto il titolo
del testo trascritto.
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