Qualche dato storico sulla cappella privata della famiglia Doria Pamphili: venne progettata cime cappella funeraria (nella cripta ci sono le tombe di appartenenti alla famiglia) nel 1896 dall'Architetto Edoardo Collantini, per ordine del principe Filippo Andrea VI Doria Pamphili. Le caratteristiche dell'edificio sono molto interessanti: una combinazione ben riuscita tra stile Liberty, dominante all'epoca, ed evidenti richiami all'arte paleocristiana e bizantina nei bellissimi mosaici a fondo oro.
Nella calotta dell'abside figurano la Vergine con Bambino (a destra) fra i Santi Agnese (la chiesa di S. Agnese in Agone, a Piazza Navona, fatta costruire cone ex-voto da papa Innocenzo X, è tuttora di proprietà della famiglia Pamphili) ed Andrea (dal nome del principe Filippo Andrea, che ordinò la costruzione). Molti artisti intervennero nella realizzazione dei decori interni ed esterni, terminati nel 1914: Pieretto Bianco, Emanuele Bruni, Spada, Rinaldi, Giulio Mazzino, Luigi Urgesi, Pasquale Franci. Qui sotto: i mosaici laterali, raffiguranti i Santi Giovanni Battista e Sebastiano.
Per disposizione del Concilio Vaticano II; che vietava le Messe private, la chiesetta venne chiusa nel 1970; nel 1974, quando la Villa Pamphili venne ceduta al Comune di Roma, alcuni vandali spogliarono la chiesetta di tutti gli arredi liturgici e, con il passare lel tempo, non fu più possibile visitarla. Finalmente oggi, grazie al desiderio della famiglia Doria Pamphili, il piccolo luogo di culto può essere riaperto per la Messa e momenti di preghiera a quanti trascorrono le loro domeniche nel verde del parco pubblico più grande di Roma. E' gestito dai frati carmelitani della Basilica di San Pancrazio. Qui sotto: dettaglio del timpano della cappella.
Articolo e foto: Ins.te Anna Bisceglie.