Quando morì Donato Bramante e il papa Giulio II chiamò Antonio da Sangallo alla direzione dei lavori della Fabbrica di San Pietro, l'architetto gli fece notare che il progetto di Bramante prevedeva una Basilica troppo alta e, quindi, poco luminosa: era perciò necessario costruire il pavimento ad un livello superiore, visto che le possenti mura che avrebbero poi sorretto cupola e pareti erano già state costruite. Le ipotesi erano due: o costruire un terrapieno su cui realizzare poi il pavimento, o costruire un'intercapedine tra il pavimento dell'antica Basilica costantiniana e quello della nuova Basilica. Si può dire che entrambe le soluzioni furono accettate!

Un'intercapedine, nota come le "Grotte Vaticane" si estende al di sotto della Basilica, ma non per la totale superficie del pavimento superiore, in modo da garantirne la stabilità.

Sopra a destra: la pianta che l'architetto Pietro Paolo Drei realizzò per la sistemazione delle Grotte Vaticane.

Per accedere alle Grotte Vaticane bisogna scendere per uno dei quattro ingressi che si trovano nei quattro piloni di sostegno della cupola. Oggi si entra in genere dall'ingresso nel pilone di S.Andrea, dove sono custodite le reliquie del santo. Le grotte sono formate da un lungo corridoio e da un PERIBOLO (nel disegno a sinistra), cioè un corridoio semianulare, lungo i quali sono disposte cappelle e tombe di papi, cardinali e regine.

 

Nel disegno a destra puoi vedere la cappella del CAPUT PETRI, cioè orientata verso la testa di San Pietro, sepolto proprio dietro il muro di fondo: un passaggio laterale permette di accedere in un ambiente da cui sono visibili i resti dell'apostolo custoditi in teche di plexiglas.
Oggi l'ingresso nelle Grotte Vaticane si trova nel Pilone di S.Andrea: si identifica facilmente perché, come anche negli altri ingressi, c'è una statua del santo (nei disegni qui sotto). Gli altri ingressi nelle Grotte si trovano sotto i Piloni di S. LONGINO (il soldato che trafisse Gesù con un colpo di lancia), S. ELENA (la madre dell'Imperatore Costantino, che ritrovò la croce di Gesù sepolta a Gerusalemme) e S. VERONICA (che asciugò con un panno il volto di Gesù mentre veniva condotto al Calvario per essere crocifisso: per miracolo il volto di Gesù rimase impresso nel panno).
Si scendono le scalette e ci si trova nella Cappella di S. Andrea e poi si prosegue fino alla Confessione, dove si può vedere la tomba di S. Pietro e la NICCHIA DEI PALLII (disegno qui a destra), cioè delle fasce di lana bianca ornate con croci nere, che vengono consegnate dal Papa agli arcivescovi.
S. ANDREA
S. ELENA
S. LONGINO
S. VERONICA
Lungo le pareti delle Grotte Vaticane si aprono tante cappelle, ognuna delle quali raccoglie anche molti dei tesori conservati dalla distruzione dell'antica Basilica Costantiniana: nel disegno qui sotto a sinistra puoi vedere l'immagine (l'originale è in mosaico) del papa Giovanni VII che offre un oratorio dedicato alla Vergine Maria. Nota il nimbo quadrato attorno alla testa: significava che, al momento della realizzazione ed offerta dell'oratorio, il papa era ancora vivo.
L'oratorio di papa Giovanni VII era ricoperto di bellissimi mosaici con episodi della vita della Madonna e si trovava nel portico antistante l'ingresso nell'antica Basilica. Altri frammenti di questa decorazione a mosaico si trovano non solo nelle Grotte Vaticane, ma anche in altre chiese: l'Adorazione dei Magi si trova nella sacrestia della Basilica di S. Maria in Cosmedin (dove c'è anche la Bocca della Verità) a Roma; la testa della Madonna si trova invece nel Duomo di Orte (Viterbo).

All'uscita delle Grotte c'è la statua di S. Pietro che si trovava nel portico della Basilica Costantiniana (qui a destra).

Spesso i papi utilizzavano i corridoi delle Grotte Vaticane per andare a pregare, non visti dalla folla dei visitatori della Basilica, davanti alla tomba di S. Pietro (disegno qui sotto). C'è un corridoio che collega infatti i Palazzi Apostolici, residenza del papa, con il corridoio centrale delle Grotte Vaticane.