Nel 1450 il papa Nicolò V (a sinistra nel disegno) notò che l'antica Basilica
Costantiniana era fatiscente e pensò di costruirne una nuova. L'architetto
Leon Battista Alberti aveva notato che un muro della chiesa era inclinato
e la costruzione poteva crollare da un momento all'altro, allora il papa chiamò
l'architetto Bernardo Rossellino e gli affidò l'incarico di realizzare un
nuovo progetto. ROSSELLINO realizzò un progetto (in basso a sinistra) che
prevedeva una totale ricostruzione della Basilica e cominciò subitò a lavorare,
costruendo un grande abside per il coro, ma poi dovette interrompere il suo
lavoro alla morte del papa.
BERNARDO ROSSELLINO nacque a Settignano (Firenze) nel 1409. Era architetto
e scultore e lavorò con Leon Battista Alberti soprattutto a Firenze
e Roma. Chiamato da papa Pio II Piccolomini, lavorò alla sistemazione
urbanistica del borgo di Corsignano (oggi Pienza). A Roma realizzò
uno dei primi progetti per la Basilica di S. Pietro. Morì a Firenze
nel 1464.

I
Papi successivi fermarono i lavori di demolizione e ricostruzione della basilica
e preferirono continuare ad arricchire quella di Costantino, perchè i soldi
per lavori così grandi ed impegnativi non bastavano. Ma poi pensarono di raccogliere
offerte per la nuova chiesa in cambio di indulgenze, cioè del perdono dei peccati
di quanti donavano soldi per la costruzione: questo però non fu accettato da
molti e in Germania Martin Lutero (in basso a sinistra) condannò la Chiesa cattolica
per il suo atteggiamento e si separò da lei: era la Riforma Protestante.
Nel
1503 il Papa Giulio II prese la decisione di demolire tutto e ricostruire totalmente
una nuova Basilica e affidò l'incarico del progetto all'architetto DONATO BRAMANTE.
Nato a Monte Asdrualdo (Pesaro) nel 1444, è ritenuto uno dei grandi protagonisti
del Rinascimento italiano, insieme a Raffaello e Michelangelo.
Bramante
(nella foto a sinistra) lavorò come pittore alla corte dei signori di Montefeltro
(Urbino), poi a Bergamo e Milano, dove realizzò l'abside della chiesa di Santa
Maria: siccome lo spazio necessario per la sua costruzione non era sufficiente,
Bramante dipinse una falsa prospettiva che dava l'illusione della profondità
spaziale! Poi si stabilì a Roma, dove realizzò il tempietto di San Pietro in
Montorio (nella foto a sinistra) e lavorò alla costruzione della Basilica di
San Pietro come architetto. Morì a Roma nel 1914 e lasciò come suo successore
Raffaello.
Bramante
si ispirò al Pantheon di Roma e progettò una Basilica a forma di croce greca
(con i 4 bracci della di uguale grandezza), sormontata da una cupola: l'aspetto
era
quello
di un quadrato sormontato da un cerchio perchè, secondo la simbologia del tempo,
il quadrato rappresentava la vita eterna e il cerchio la perfezione della vita
celeste: l'incontro tra cerchio e quadrato rappresentava quindi l'incontro di
Dio con l'umanità e questo era proprio quello che la Chiesa predicava. Nel disegno
in alto a sinistra: una medaglia con il progetto di Bramante. Qui sotto a sinistra:
il papa Giulio II.
Bramante
fece costruire un muro divisorio tra la vecchia Basilica ancora attiva e il
cantiere dove avvenivano le demolizioni e la costruzione della nuova; fece coprire
la tomba di San Pietro da una costruzione di marmo chiamata Tegurium (qui sotto),
perchè fosse protetta da eventuali crolli che avrebbero potuto rovinarla, e
costruì quattro solidi piloni che dovevano sorreggere la grande cupola.
Per
le sue opere di demolizione qualcuno soprannominò Bramante "Mastro ruinante",
cioè il maestro delle rovine! Poi sia Bramante che Giulio II morirono e il papa
successivo, Leone X, affidò la prosecuzione dei lavori a RAFFAELLO .
Raffaello
Sanzio (figlio del pittore Giovanni Santi) nacque a Urbino nel 1483 ed è considerato
uno dei più grandi pittori ed architetti italiani. Cominciò a lavorare nella
bottega del padre, poi lavorò a Firenze e studiò anche le opere di Leonardo
da Vinci e Michelangelo.Papa Giulio II lo chiamò a Roma, affidandogli la decorazione
di quattro stanze in Vaticano, tuttora note come le Stanze di Raffaello. Il
papa successore, Leone X (in basso a destra), lo nominò Architetto della Fabbrica
di San Pietro alla morte del Bramante e, un anno dopo, "conservatore delle antichità
romane". Morì a Roma nel 1520.

Raffaello prolungò il braccio verticale della pianta a croce della Basilica,
perché il progetto di Bramante lasciava scoperto parte del terreno sacro ricoperto
dalla precedente Basilica di Costantino.
Dopo Raffaello fu nominato architetto della Fabbrica di San Pietro ANTONIO
DA SANGALLO che, nel 1538, fece costruire un muro divisorio tra la vecchia
Basilica ancora attiva e il cantiere dove avvenivano le demolizioni per la
costruzione della nuova.
Antonio da Sangallo (soprannome di Antonio Giamberti) il Giovane nacque a Firenze
nel 1483. Fu architetto ed ingegnere militare e, nel 1503, andò a Roma a studiare
l'architettura classica e divenne amico di Bramante. Realizzò Palazzo Farnese
(oggi ambasciata di Francia), poi completato da Michelangelo. Fu assistente
di Raffaello nei lavori per la Basilica di San Pietro e divenne direttore del
cantiere alla morte del suo maestro. Realizzò un progetto e un plastico in legno
per la Basilica, tuttora esistente. Morì a Roma nel 1546. In basso a destra:
un ritratto di A. da Sangallo.

Antonio
da Sangallo notò che la Basilica rinascimentale progettata da Bramante era molto
alta e poco illuminata e fece notare la cosa al papa dicendo:"Se segue come
è cominciato, la nave grande sarà stretta e alta che parerà un vicolo". Era
quindi necessario diminuire l'altezza della navata. La soluzione al problema
fu trovata nell'alzare di circa 3 metri il livello del pavimento, rispetto al
livello che aveva nella Basilica Costantiniana;
si
creò quindi un' intercapedine che sarebbe diventata nota come le "Grotte Vaticane",
in cui trovarono sepoltura molti papi.
A
sinistra: il plastico realizzato da Antonio da Sangallo per la ricostruzione
della Basilica di San Pietro.
L'attività
di costruzione intorno alla Basilica era davvero intensa e un cronista dell'epoca
la descrive così: "Colonne dei somari trasportavano bigonci di terra, calce,
pozzolana e mattoni; carri a otto assi trascinavano attraverso i borghi i materiali
che gli zatteroni dai fossi di Tivoli hanno scaricato a Porto di Castello o
a Ripetta;squadre di muratori, di scarpellini,di falegnami,di carpentieri, di
fabbri, di fornaciari, si affaccendavano sorvegliate dai soprastanti, nel perimetro
esterno della Basilica...Roma era diventata una miniera di scavo. Marmi, pietre,
travertini venivano scavati un po' dappertutto". Questo significava che la..."miniera"
non erano altro che gli antichi monumenti della Roma imperiale, demoliti e riutilizzati
nella costruzione della Basilica!

Una curiosità...
Hai mai sentito dire "Mangiare a ufo?" Niente a che vedere con...dischi
volanti o alieni!!! L'espressione, che significa "mangiare a sbafo, sottraendolo
a qualcuno" deriva dalla scritta "A.U.F.", che significava "Ad Usum Fabricae",
cioè "ad uso della Fabbrica di San Pietro".
Questa
scritta si trovava incisa sui tronchi di legno che servivano ai carpentieri
della Basilica e che, dai boschi in cui venivano tagliati, venivano poi convogliati
sul Tevere perché la corrente li trasportasse fino a destinazione; ma non ne
arrivavano molti: la gente che abitava lungo il percorso del fiume spesso li
rubava e li utilizzava per i suoi bisogni!!!

Nel
1546 il papa Paolo III nominò architetto della Fabbrica di San Pietro MICHELANGELO
, che aveva già 72 anni e non voleva accettare l'incarico, ma il papa lo obbligò
e gli diede ogni potere nella gestione e direzione dei lavori. Michelangelo
immaginò una Basilica pienamente rinascimentale, basata quindi sull'equilibrio
e le proporzioni delle antiche architetture greche e romane, sull'uso di colonne,
capitelli e, soprattutto, dell' ORDINE GIGANTE: tutti gli elementi che componevano
la Basilica avevano proporzioni gigantesche, soprattutto la cupola, progettata
proprio sulla verticale della tomba di San Pietro. L'interno della Basilica
doveva essere completamente bianco.

Michelangelo
Buonarroti (Caprese, Arezzo 1475- Roma 1564), scultore, pittore, architetto
e poeta italiano del tardo rinascimento. Artista geniale e inquieto, fu tra
i massimi protagonisti della storia dell'arte occidentale. Michelangelo concepì
la sua attività come un'incessante riceca dell'ideale di bellezza. Figlio di
Lodovico Buonarroti, podestà di Caprese, a tredici anni era già a bottega dai
Ghirlandaio. Dopo un anno, tuttavia, preferì avvicinarsi a Bertoldo di Giovanni
e studiare le sculture antiche nel giardino di Lorenzo de' Medici.

Chiamato a Roma dal papa Giulio II, lavorò al gruppo della Pietà (dettaglio
nel disegno a destra), al monumento funebre del papa, alla Cappella Sistina,
dove dipinse il Giudizio Universale. Negli ultimi anni della sua vita lavorò
alla Basilica di San Pietro, dove fu direttore dei lavori della Fabbrica e
realizzò il progetto della cupola.
Poi sia Michelangelo che il papa morirono e il nuovo papa, Sisto V, affidò
i lavori all'architetto GIACOMO DELLA PORTA , che completò la cupola nel 1590
e collocò, il 10 settembre 1586, l'obelisco egizio (nella foto a destra) che
si trovava nel Circo di Nerone al centro della piazza.
Carlo
Fontana, un architetto del tempo, descrive
così i lavori:
"...tutti inginocchiati e implorata di nuovo l'assistenza
di Dio, cominciò l'architetto che eminentemente risiedeva, come principale
direttore, a fare suonare la tromba; onde tutti con unita applicazione, cominciarono
a dare moto ai 140 cavalli dei 44 argani con 800 uomini di lavoro. Tutti erano
attenti in modo tale che con grand'ordine seguì l'unione della forza delle
macchine e dallo strato si vide ergersi in piedi con tanta prestezza che rese
stupore e meraviglia agli astanti, in vederne con tanta agilità l'erezione.
Sì che piombò a perpendicolo sul destinato luogo alle ore 23 di detto giorno".

Nel 1605 Paolo V diede un grande impulso ai lavori: c'era stata la Controriforma
Cattolica, in risposta alla Riforma Protestante di Martin Lutero e, quindi,
il papa voleva che nella Basilica si mostrasse tutta la gloria della chiesa
in trionfo. Inoltre il gusto dell' arte era cambiato e al Rinascimento era
seguto il Barocco: alle linee semplici, essenziali ed equilibrate si preferivano
ormai la ricchezza estrema, fin nei minimi dettagli, delle decorazioni, l'
uso dell' oro e di marmi preziosi. A destra: la Cattedra di S. Pietro, di
GIAN LORENZO BERNINI, esempio di arte barocca.
BERNINI nacque a Napoli nel 1598: fu architetto, pittore, scenografo, poeta
e autore di teatro ed è considerato il massimo esponente del barocco italiano.

Fu
chiamato a Roma dal cardinale Scipione Borghese, per cui realizzò molte opere,
soprattutto a soggetto mitologico. Sceglieva personalmente il luogo in cui collocare
le sue opere, in modo da dare allo spettatore la visione migliore del suo lavoro.
Il papa Urbano VIII Barberini gli affidò la realizzazione dell'Altare della
Confessione, grande struttura di bronzo sopra la tomba di San Pietro, e la decorazione
dei pilastri che sorreggono la cupola della basilica, in cui inserì le logge
delle reliquie: sua è la statua di San Longino.

Sempre nella Basilica, realizzò la tomba di PAPA ALESSANDRO VII CHIGI (nel
disegno qui sopra): sotto la statua del papa in ginocchio si vede uno scheletro
di bronzo che cerca di liberarsi da un lenzuolo che gli copre la testa! Lo
scultore voleva rappresentare il significato cristiano della morte. Lo scheletro
vuole liberarsi da un grande lenzuolo che rappresenta il momento ignoto della
morte. Il monumento è costruito su una porta, simbolo del passaggio da questa
vita alla vita eterna.Bernini morì a Roma nel 1680.

Il papa l papa affidò la decorazione degli interni della Basilica e la sistemazione
della piazza a Bernini che realizzò l ' ALTARE DELLA CONFESSIONE (nella foto
a sinistra) sopra la tomba di San Pietro. Il papa Urbano VIII Barberini lo
autorizzò, per costruire l'altare, a servirsi dei bronzi che decoravano il
Pantheon! Furono così gli spogliati del tutto gli ultimi resti dell'Antica
Roma, tanto che qualcuno disse: "Quello che non fecero i barbari fecero i
Barberini"!
La facciata esterna venne realizzata dall'architetto CARLO MADERNO. Maderno
nacque a Capolago (Canton Ticino, Svizzera) nel 1556. Chiamato a Roma, realizzò
la facciata della chiesa di Santa Susanna e completò la facciata della Basilica
di San Pietro nel 1612. Sempre a Roma costruì la cupola di S. Andrea della
Valle. Morì nel 1626.