Pietre e calcinacci (NUCLEUS)
Mattoni, pietre e cemento (RUDUS)
Blocchi di pietra (SUMMUM DORSUM)
Argilla, sabbia e sassi (STATUMEN)

Qui sopra: lo spaccato ti mostra i diversi strati (da cui la parola STRATA) di una via romana. Per costruirla si scavava un fossato e lo si riempiva con un primo livello di argilla, sabbia e sassi (STATUMEN); poi se ne aggiungeva uno di mattoni, pietre e cemento (RUDUS) e poi uno di pietre e calcinacci (NUCLEUS). Infine si ponevano dei larghi lastroni di pietra (SUMMUM DORSUM).

La via che collegava la città di Roma con il suo porto prendeva il nome proprio da Ostia: esiste tuttora e si chiama la Via Ostiense, che parte dalla Piramide Cestia (sepoltura del nobile Caio Cestio) e va fino al mare.

Il negozio che più frequentemente si incontrava sulle strade delle città romane era il TERMOPOLIUM, cioè quello che noi oggi chiamiamo bar! Il banco di vendita dava sulla strada e presentava alcuni fori simili a quelli del banco di un moderno gelataio, dentro i quali si trovavano grossi vasi di terracotta che contenevano le bevande richieste dai passanti. Più all'interno, o a fianco del banco, c'era un piccolo fornello con il fuoco sempre acceso, su cui veniva tenuta una pentola piuttosto alta
nella quale era conservato il vino caldo che, profumato con erbe e resina di pino, costituiva la bevanda di tutte le ore, come oggi il nostro caffè.
Sul banco, contro la parete, si trovava una specie di altarino a gradini (nella foto a destra) su cui si ponevano in mostra focacce, vasetti di miele e altri dolciumi. Nelle pareti interne si potevano vedere affreschi che illustravano ai clienti le portate che potevano consumare nella taverna: una specie di menù dipinto!