C'erano almeno due tipi di case: quelle dei patrizi e quelle dei plebei; questi vivevano in piccoli appartamenti in palazzi a più piani, chiamati INSULAE (a destra). Gli appartamenti avevano finestre di legno, senza vetri; nell'appartamento non c'erano né caminetti, né bagni. I mobili erano un tavolo e qualche sgabello e d'inverno, per riscaldarsi, si accendeva il fuoco in un braciere.
La casa dei patrizi, invece, era diversa: aveva solo un piano, era larga e comoda. Si chiamava DOMUS (a sinistra). Al centro della domus c'era un grande ATRIO e, tutt'intorno, le altre stanze. L'atrio aveva il tetto spiovente verso l'interno e aperto al centro per far entrare l'aria e la luce. Sotto questa apertura, chiamata COMPLUVIUM, era situata una vasca rettangolare chiamata IMPLUVIUM, perché serviva a raccogliere l'acqua piovana.

La vita della famiglia si svolgeva quasi tutta nell'atrium: qui si ricevevano gli ospiti e si pregavano gli dèi. Nell'atrio, infatti, c'era anche l'ALTARE DEI LARI, gli dèi protettori della famiglia.

La stanza da pranzo si chiamava TRICLINIUM, perché in essa vi erano i letti a tre posti su cui i romani si adagiavano semisdraiati durante i banchetti. Qui sotto: disegno di un banchetto nel triclinium di una domus.

Dietro la casa vi era il PERISTILIUM, ossia il giardino adorno di statue e di colonne.

Le domus avevano spesso i pavimenti decorati con mosaici e le pareti dipinte con affreschi colorati. Qui sotto a sinistra: disegno di un peristilium; a destra: immagine di affresco in una domus di Ostia Antica.

PER UN APPROFONDIMENTO...

L'arredamento di un triclinium consisteva in tre letti disposti su tre lati di un tavolo basso; il quarto lato era lasciato libero per il servizio svolto a mensa dagli schiavi. I componenti della famiglia si sdraiavano sul letto di sinistra, gli ospiti sugli altri due.

A casa dei ricchi si mangiava lautamente e i cuochi facevano a gara nel preparare i piatti più raffinati ed esotici. Durante il pasto si beveva con moderazione ma, alla fine della cena, dopo i dolci e la frutta, cominciavano spesso libagioni che potevano prottrarsi fino a tarda notte.