Come si diventava un fedele di Mithra? Semplice...si fa per dire! Bastava essere un uomo (la religione era preclusa alle donne) ed avere almeno sette anni; dopo un periodo di prova si poteva accedere al rpimo dei sette gradi attraverso i quali si doveva passare per arrivare al congiungimento con la divinità ed essere liberati dal male e dalla morte: scoprili con noi!

A destra: nicchia del Taurobolium nel mitreo del Circo Massimo.

Quello di "Corvo" era il primo grado iniziatico del Mithraismo: si chiamava così per ricordare il corvo, messaggero del dio Sole.
L'iniziato offriva una coppa durante il banchetto sacro. Era sotto la tutela di Mercurio (in alto a sinistra: il pianeta) e riceveva anche il CADUCEO, bastone con due serpenti intrecciati, simbolo della medicina.
L'iniziato che accedeva al grado di Nimphus (lo sposo) veniva vestito di bianco come una sposa e riceveva dal PATER un
diadema, ad indicare che sposava i misteri della religione. Era sotto la tutela di Venere (nella foto in alto a sinistra: il pianeta), dea dell'amore.
L'iniziato, nudo, bendato e a mani legate veniva liberato dai legami dal Pater con una lancia;
poi gli si toglieva la benda (era pronto a ricevere la luce di Mithra) e gli si consegnava un elmo e una spada, con i quali doveva simbolicamente combattere il male. Era sotto la tutela di Marte, dio della guerra (in alto a sinistra: il pianeta).
Quello di leone era il primo dei gradi superiori della religione mitraica e l'iniziato era posto sotto la tutela di Giove (a sinistra).
Siccome Giove è un pianeta di "fuoco", all'iniziato non era permesso di toccare acqua durante la cerimonia di consacrazione: per lavarsi le mani doveva servirsi del miele!

Compito dei "leoni" era quello di porgere il cibo per il pasto sacro ai fedeli dei gradi superiori. Dovevano poi occuparsi del fuoco sacro che ardeva sull'altare.

Il pasto sacro che il fedele "leone" offriva ai suoi superiori consisteva in pane e vino; anche il banchetto eucaristico dei cristiani prevedeva un'offerta simile: nota quanto sono simili un banchetto mitraico (in alto a destra) e uno cristiano (qui a sinistra)!

Il banchetto sacro è un simbolo di comunione in quasi tutte le religioni: condividere il pasto significava anche condividere gli stessi misteri della fede; significava l'appartenenza ad un gruppo ed anche la condivisione della vita del dio.

Mithra consumò un pasto a base di pane e vino prima di ascendere al cielo; Gesù consumò un pasto simile, secondo la tradizione ebraica della Pasqua, prima della sua morte e resurrezione.

Il grado di "Persiano" si chiamava così a ricordo della terra di origine della religione.
L'iniziato era sotto la tutela della Luna (qui sopra) e poteva iniziare a ricevere

la saggezza dei MAGI. Riceveva il berretto frigio, quello che indossa anche Mithra nelle sue rappresentazioni, la spada corta dei persiani ed una falce che simboleggia le Luna. Nel disegno in alto a destra puoi vedere il Pater, capo della comunità mithraica, mentre consegna al fedele i segni del grado di Persiano.

Abbiamo parlato di "saggezza dei Magi" ma...CHI ERANO I MAGI?

 

Qui a sinistra puoi vedere il mosaico che illustra l'Adorazione dei Magi, nella chiesa di S. Apollinare Nuovo (VI secolo), a Ravenna. Guarda i tre personaggi: vestono l'abito persiano, proprio come Mithra!

I MAGOI (o MAGI) erano una tribù persiana: i suoi sacerdoti erano considerati universalmente dei sapienti ed erano esperti di astronomia e matematica.

Si parla di loro anche nel Vangelo:

"Alcuni magi giunsero da oriente e domandavano: -Dov'è il re dei giudei che è nato? Abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti ad adorarlo"...si misero in cammino. Ed ecco, la stella che avevano visto in oriente li precedeva, finché non si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella provarono grande gioia; ed entrati nella casa videro il bambino con Maria sua madre e, prostratisi, lo adorarono" (Matteo 2:2; 9-11).

Probabilmente i Magi di cui si parla nel passo del Vangelo che hai appena letto erano dei sacerdoti mitraici che, avendo sentito parlare di un bambino nato in una grotta, da una madre vergine e annunciato da una stella, credevano di rendere omaggio a Mithra venuto sulla Terra.

Il fedele che accedeva a questo grado era sotto la protezione del Sole (a sinistra): riceveva dal Pater una corona a raggiera, una frusta (per guidare il carro del Sole, come il dio Helios-Apollo) ed una fiaccola, simbolo della sapienza

riservata ai gradi superiori. Poteva sedere accanto al Pater, che rappresentava Mithra, durante i banchetti sacri, a ricordo dell'alleanza tra il Sole e il dio.

Nella scena in alto a destra: il Pater consegna al fedele i simboli di Heliodromus.

Il "Pater" era il responsabile di una comunità mithraica. Era sotto la protezione di Saturno (a destra) ed era la rappresentazione
del dio Mithra.
Indossava una veste rossa ed aveva un bastone da pastore, segno della sua autorità di guida. Il momento culminante della sua consacrazione era il battesimo con il sangue del toro sacrificato: il fedele si stendeva nella "Fossa sanguinis" (= la fossa del sangue) e attendeva che il sangue del toro ucciso cadesse su di lui attraversu una grata.
Il massimo responsabile delle comunità mitraiche era detto "PAter PAtrum" (= padre dei padri); guarda bene le iniziali delle due parole: PA.PA.! Il nome del capo delle comunità cristiane venne preso proprio dalla massima autorità del mithraismo, quando l'imperatore Costantino cercò di trovare un certo equilibrio tra il mithraismo e la nuova religione cristiane emergente che, da lui, aveva ottenuto piena libertà di culto.