Guarda il mantello di Mithra nel disegno qui a fianco: è blu ed ha sette stelle, che rappresentano i pianeti noti nell'antichità: è quindi una rappresentazione del cielo; tutta l'immagine del Taurobolium, del resto, lo è: ci sono il sole e la luna, le stelle del mattino (Lucifer) e della sera (Hesperus); CAUTES e CAUTOPATES (i due ragazzi alla sinistra e alla destra dell'immagine) rappresentano la costellazione dei Gemelli; anche il TORO, lo SCORPIONE, il SERPENTE e il CANE sono costellazioni.


CAUTES e CAUTOPATES sono i due DADOFORI, cioè "portatori di fiaccola": Cautes tiene la fiaccola alzata e rappresenta il Giorno; Cautopates ha la fiaccola spenta e rivolta verso il basso e rappresenta la notte. Entrambi rappresentano la costellazione dei Gemelli, che puoi vedere rappresentata qui a sinistra, ma anche il passare del TEMPO.
Il concetto del Tempo che passa è sempre rappresentato all'interno dei mitrei: nell'antica Roma il dio del tempo, Kronos, era identificato con Saturno.
Il Tempo poteva essere rappresentato in vari modi:


Nelle antiche religioni il Toro è simbolo di vita e fecondità: anche nell'Antico Testamento Israele nel deserto si costruisce un vitello d'oro, quando vuole darsi un'immagine di Dio, provocando così l'ira di Mosé.
Nei riti mitraici mangiare la carne del Toro significava entrare a far parte dell'azione di Mithra che porta la vita all'universo ed anche entrare in comunione con il dio: era un rito che, in qualche modo somigliava all'Eucarestia dei cristiani.
Nella foto qui a sinistra puoi vedere un'immagine della costellazione del Toro.


Nei mitrei è sempre rappresentata l'immagine di uno Scorpione che morde i genitali del Toro: dal suo sperma la Terra ottiene la fecondità.
Qui a sinistra puoi vedere la struttura della costellazione dello Scorpione.



probabilmente capitato di vederlo nelle insegne delle farmacie. Qui sopra: un'immagine della costellazione del Serpente (Ophiucus).
Nella Bibbia si parla del serpente come simbolo del diavolo : "Il serpente era la piùastuta delle fiere della steppa che il Signore aveva fatto...Allora il Signore disse al serpente: -Perché hai fatto questo, maledetto sii tu fra tutto il bestiame e tutti gli animali della campagna: sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita" (Gen. 3:1; 14).
Ma è anche un simbolo positivo: "Il Signore disse a Mosé: -Fatti un serpente e mettilo sopra un'asta: chiunque sarà morso e lo guarderà vivrà. Mosé fece un serpente di bronzo e lo mise su un'asta: se un serpente mordeva un uomo e costui grardava il sepente di bronzo, viveva". ( Num. 21:8-9).
Al sangue che esce dalla ferita del Toro ucciso da Mithra va ad abbeverarsi un Cane. Anche il cane era un simbolo della medicina perché la sua saliva ha proprietà disinfettanti ed emostatiche (ferma la fuoriuscita del sangue in caso di piccole ferite).
Qui a destra: una foto della costellazione del Canis Maior.


Secondo il racconto mitologico Apollo, dio del sole, aveva inviato il Corvo a prendere dell'acqua ad una fonte con una coppa. Ma, lungo la strada, il Corvo vide un albero di fichi, ne ebbe voglia e si fermò ad aspettare che maturassero; poi, dopo averli mangiati tutti, tornò da Apollo e crcò una scusa per giustificare il suo ritardo: disse che un' Idra (serpente mitologico) gli aveva impedito di prendere l'acqua! Apollo però conosceva la verità e, per punizione, condannò il Corvo a soffrire la sete per l'eternità.
Nelle mappe celesti il Covo è posto tra la costellazione del CRATER (coppa) e dell' HYDRA (serpente): l'uccello è rappresentato nell'atto di beccare le scaglie del serpente che gli impedisce di raggiungere la coppa!
Tutti i popoli antichi adoravano il Sole come una divinità perché portava luce, calore e vita. La sua luce significava anche, per l'uomo, la luce della sapienza che sconfigge le tenebre dell'errore e dell'ignoranza. Mithra venne presto identificato con il Sole (Helios) ed i Cristiani applicarono a Cristo il termine di "Luce del mondo":
"In lui era la vita e la vita era la luce del mondo. La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta. A quanti però l'hanno accolta ha dato il potere di diventare figli di Dio" (Gv. 1: 4-5).

