Era n’ora de notte
Mentre che lavoravo
Un’anima cor velo
In camera m’entrava.
Senza far arcun rumore
Cercai de scappa’ via
Ma quello là me ferma:
“Senti, t’ho da parla’.
Giachino, mi fratello,
Se trova in gran bisogno
E questo terno in sogno
Je devi fa’ gioca’.
Quarantasette er morto,
Er morto che riviene
E dodisci e trentotto…”
Poi smosse le catene
E subbito sparì…
La poesia qui accanto è stata scritta da Gioacchino Belli, poeta romanesco. E...a proopsito di "Anime bbone"..! Quella che vedi qui a destra è l’impronta lasciata da una mano infuocata su una tavoletta di legno!

