Racconta
la leggenda che Amulio cacciò via Numitore, re del Lazio, per portargli
via il trono e costrinse Rea Silvia, la figlia del re, a diventare VESTALE (sacerdotessa
della dea Vesta, protettrice della casa; le vestali erano scelte tra nobili
fanciulle fin dai sei anni di età e dovevano rimanere fedeli alla dea,
senza sposarsi, per almeno trenta anni).
Ma
il dio Marte si innamorò di lei e la ragazza ebbe due gemelli: Romolo
e Remo. Amulio, loro zio, temeva che, una volta cresciuti, divenissero re al
suo posto, allora li abbandonò in un cestino traspostato dalla corrente
del Tevere. Il cestino rimase impigliato fra le radici di un albero di fico;
una lupa che passava da quelle parti trovò i gemelli e li allevò.
Poi il pastore Faustolo e sua moglie Laurenzia li accolsero nella loro casa
finché non diventarono grandi.
Romolo
e Remo decisero di fondare una città; però, per sapere chi doveva
fondarla, bisognava rivolgersi ai sacerdoti AUGURI (prevedevano il futuro osservando
il volo degli uccelli, osservando il loro modo di mangiare, ascoltando il loro
canto. Poi consultavano gli dèi e davano il loro respondo, detto AUSPICIO,
da "avis" = uccello e spicio" = osservo).
I
sacerdoti stabilirono che i gemelli dovevano salire su due diversi colli di
Roma: chi avrebbe visto il maggior numero di uccelli sarebbe stato il fondatore
della città. Romolo salì sul Palatino e vide più uccelli
di Remo, allora divenne il fondatore della nuova città le le diede il
suo nome, chiamandola Roma. Poi prese un aratro e cominciò a tracciare
un solco, che sarebbe stato il confine della città; il solco era sacro
e nessuno poteva attraversarlo, se non dalle porte.
Ma Remo, per prendere in giro il fratello, non rispettò l'ordine e
passò il solco, così Romolo lo uccise.
La città era ormai fondata, i suoi confini stabiliti, ma gli abitanti
erano ancora pochi, così Romolo ebbe un'idea: ai piedi del colle Aventino
stabilì l'ASYLUM, un luogo di raccolta posto sotto la protezione del
dio Asilo: chiunque si rifugiava in quel luogo (schiavi, prigionieri, malfattori
in fuga...) poteva contare sulla protezione di Romolo, in cambio della collaborazione
nel costruire la città.
Però
c'era un altro problema: mancavano le donne e così non potevano formarsi
le famiglie, né potevano nascere i bambini! Allora a Romolo venne un'altra
idea: organizzò una bella festa in onore di Conso, dio della fertilità
e dei campi (le sue feste si chiamavano CONSUALIA e prevedevano gare di atletica
e giochi sacri) e invitò i Sabini, che abitavano nel territorio vicino.
Poi disse ai Romani: "Al mio segnale, ognuno si prenda la donna che
più gli piace!" E i Romani fecero proprio così e rapirono
le Sabine! L'episodio, noto come il "ratto" (cioè rapimento)
delle Sabine" non lasciò i Sabini indifferenti e scoppiò
la guerra! Ma le Sabine, ormai spose dei Romani, intervennero: "Non combattete
più! Ormai noi abbiamo avuto dei figli dai Romani e quindi i nostri
popoli sono parenti, non dobbiamo litigare e fare la guerra!"I Romani
e i Sabini ascoltarono le parole delle donne e fecero la pace, diventando
un popolo solo.
La città di Roma era quindi abitata da popoli di origine diversa e
chiunque poteva risiedervi perché Romolo aveva dato a tutti gli stranieri
questa possibilità: bastava che gettassero un pugno di terra dei loro
paesi nel MUNDUS (fossa circolare che si trovava nel punto in cui si incrociavano
le strade principali della città); con questo gesto si credeva che
l'anima degli antenati, che abitava anche nella terra, diventasse una cosa
sola con l'anima degli antenati dei Romani, quindi anche i diversi popoli
diventavano una cosa sola e ognuno poteva dire: "Questa è la mia
città perché in essa c'è anche la mia terra e lo spirito
dei miei antenati!"

Poi
il territorio di Roma, all'inizio un insieme di tribù i cui abitanti
vivevano in capanne di legno, fango e paglia si allargò, si fecero le
prime leggi e la vita della città cominciò ad organizzarsi. Il
re era aiutato dal SENATO (dal latino "senex" = "vecchio";
era un'assemblea formata dagli anziani delle famiglie nobili).
Secondo la leggenda Roma ebbe sette re: Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio,
Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo, re di
origine etrusca che però non governò bene e fu cacciato via
dai Romani arrabbiati!
Dopo la cacciata del re Roma divenne una REPUBBLICA (dal latino "res
publica" = "cosa di tutti").