Il potere di Roma si fondava in gran parte sul suo organizzatissimo esercito: al tempo dell'Impero era diviso in circa tranta unità dette LEGIONI, ognuna composta di seimila soldati, tra fanti e cavalieri. i legionari erano organizzati in COORTI, ognuna composta da seicento uomini e divisa in due MANIPOLI da trecento; ogni manipolo era a sua volta diviso in CENTURIE (da ottanta a cento uomini), comandate da CENTURIONI.
Quando andavano in battaglia i soldati erano guidati dalle loro INSEGNE, aste decorate con i simboli dell'Impero e della legione. Le insegne rappresentavano la gloria delle legioni e, in quanto simboli dell'Impero, erano sacre: i soldati prestavano giuramento davanti a loro e... non bisognava assolutamente perderle! Per i legionari sarebbe stato un grande disonore e avrebbero dovuto fare di tuto per recuperarle!
La vita dei soldati era molto dura e la disciplina ferrea: i soldati marciavano a lungo e, a sera, quando dovevano fermarsi, dovevano montare le tende, circondarle con una recinzione e scavare un fossato che proteggesse l'accampamento.
Qui a fianco puoi vedere dall'alto la struttura di un accampamento romano: due strade principali (decumanus maximus e cardus maximus) si incrociavano al centro, dove veniva collocata la tenda degli ufficiali comandanti; intorno si disponevano le tende dei soldati e quelle dei rifornimenti.

Anche l'addestramento dei soldati era severo e si allenavano combattendo fra loro con armi appesantite. I soldati erano abili costruttori di strade, ponti e fortificazioni: molte città (es.: Torino) conservano ancora oggi la struttura di un accampamento romano, con le strade principali che si incrociano al centro e da cui si dipartono le strade secondarie (CARDINES).

I soldati dovevano sapere non solo combattere, ma anche marciare a lungo (spesso con zaini di oltre trenta chili, con gli attrezzi per fare dei lavori e per cucinare!), costruire accampamenti e fortificazioni, ponti e strade; dovevano saper fare di tutto e, soprattutto...ubbidire! Le pene per i disubbidienti erano molto severe!

Qui sotto: BUCINATOR (trombettiere) e SIGNIFERO; accanto: CENTURIONI.

Qui sotto: UFFICIALI DI COMANDO e LEGIONARIO.

In compenso, i soldati romani mangiavano meglio dei plebei, come ci testimonia lo storico romano Polibio:

"Dalla Gallia provengono in abbondanza grano e miglio e ghiande prodotte dai querceti, che servono per allevare i maiali, dei quali se ne macellano moltissimi, prima per i bisogni dell'esercito e poi per la popolazione. Il pasto di un soldato che deve affrontare la battaglia è più abbondante di quello di un plebeo."

Davanti all'esercito romano dovettero arrendersi i Greci, gli Egizi, i Galli, i Germani, i Britanni e altre popolazioni che i Romani chiamavano BARBARI, cioè stranieri. I Romani, però, rispettavano le tradizioni e gli usi dei vinti e spesso lasciavano che fossero governati da re "locali", pur sottomettendo tutti alla legge di Roma. In questo modo crebbe l'Impero romano e la lingua latina si diffuse fra i territori conquistati: alcune lingue che si perlano oggi (italiano, francese, spagnolo, portoghese, rumeno) hanno origine dal latino.

Qui a fianco: cavaliere romano. Lo scudo era più piccolo di quello di un legionario e la sua arma di sfondamento era una robusta lancia.

Sotto: armatura e legionario in divisa da quartiere. Roma, Museo Romano.

 

L'armatura di un legionario era caratterizzata da una corazza "a fasce" metalliche per garantire la maggior protezione e, allo stesso tempo, scioltezza nei movimenti per combattere maglio. Un grande scudo quadrangolare alto circa un metro e mezzo e molto pesante serviva a riparare per intero il legionario in battaglia. La spada corta, o gladio, era l'arma fondamentale.
Il legionario era equipaggiato anche con il PILUM, un giavellotto che, una volta lanciato, si piegava e non poteva essere eventualmente riutilizzato dai nemici; ogni legionario aveva in dotazione tre giavellotti. L'elmo era di cuoio e metallo: un'elaborazione dei guerrieri gallici.