Mentre
i greci amavano andare a teatro per seguire tragedie e commedie, i romani amavano
assistere a spettacoli sanguinosi e violenti. C'erano le battaglie tra gladiatori
(munera) le cacce degli animali (venationes) che di solito erano leoni, orsi,
pantere e tigri ; i romani vedevano anche le corse dei carri (ludi circences)
e le battaglie delle navi (naumachie).
Ai
romani piacevano i giochi sanguinosi anche perché a Roma le differenze sociali
erano fortissime: i patrizi vivevano nel lusso, i plebei nella miseria, quindi
nei giochi del circo potevano sfogare tensioni e rabbia. Gli spettatori erano
tifosi accesissimi e spesso c'erano scontri al termine dei giochi. Anche l'esecuzione
di condannati a morte era considerata uno spettacolo! Qui sotto puoi vedere
due immagini di gladiatori: un REZIARIO e un TRACE .


I
gladiatori che combattevano si riconoscevano dal tipo di armatura di cui disponevano:
c'erano i reziarii, che avevano una rete e un tridente per imprigionare e finire
l'avversario; i traci, con armatura pesante, ma maggiori difficoltà di movimento;
i mirmilloni, con un elmo decorato con un delfino. Combattevano divisi in squadre
o l'uno contro l'altro. Le lotte erano organizzate da un EDITOR e, se un gladiatore
si arrendeva, doveva gettare a terra lo scudo e sollevare il dito indice: il
pubblico in genere decideva la sorte di chi si era arreso mostrando il pollice
verso l'alto (MITTE! = RISPARMIALO!) se lo voleva salvo, oppure verso il basso
(IUGULA! = SCANNALO!) se invece lo voleva morto!!!

Altro spettacolo molto amato erano le corse delle quadrighe
(carri trainati da quattro cavalli): un po' la formula uno del tempo!
C'erano quattro squadre di aurighi (guidatori dei carri),
riconoscibili dai colori: rossi, blu, bianchi e verdi: si facevano scommesse
e si puntavano molti soldi, spesso perdendo interi patrimoni!
Erano frequenti gli scontri e i danni erano quasi sempre
seri, con carri distrutti e, non raramente, la morte degli aurighi. In caso
di pericolo, questi potevano usare la daga (spada corta e ricurva) per tagliare
le redini e non lasciarsi trascinare dai cavalli.
Le
naumachie erano spettacoli su specchi d'acqua naturali o artificiali in cui
i gladiatori (o i condannati) riproducevano battaglie navali della storia romana.
In queste rievocazioni i due schieramenti si ammazzavano davvero!
Per
questi spettacoli veniva perfino allagato il Colosseo! Una volta l'imperatore
Claudio organizzò una naumachia nel lago del Fucino, in Abruzzo: la battaglia
coinvolse 100 navi e 19.000 uomini! A volte si svolgevano anche spettacoli acquatici
di danza femminile, simili al nuoto sincronizzato.
A
sinistra: il teatro romano di Ostia Antica. In genere le persone più istruite
andavano anche a teatro, abitudine ereditata dai greci. Nei teatri venivano
rappresentate tragedie e commedie: gli attori indossavano (come si indossa il
casco di una moto!) grandi maschere tragiche e comiche, a seconda del personaggio
che dovevano interpretare; erano fatte di tela stuccata e dipinta.
Gli
attori portavano inoltre alti zoccoli ( COTHURNI) che servivano ad accrescere
la loro statura, quando dovevano rappresentare dèi ed eroi. Qui accantoto: due
disegni di maschera tragica e comica…
La
gente meno istruita seguiva spesso gli spettacoli degli attori di strada, chiamati
GUITTI: erano spettacoli satirici, spesso molto volgari, in cui si prendevano
in giro persone conosciute o si raccontavano storie comiche, spesso accompagnate
da danze e canzoni popolari.A sinistra: spettacolo popolare di musici e mimi.
Nel
teatro la scena era formata da un muraglione decorato, davanti al quale recitavano
gli attori; in basso c'era uno spiazzo chiamato ORCHESTRA, dove c'erano i musicisti
che suonavano flauti, lire, cembali, tamburelli e arpe. Nei teatri il pubblico
assisteva agli spettacoli dalle gradinate a semicerchio disposte in una cavità
di una collina (CAVEA).
Anche
i bambini avevano i loro giochi: bambole di pezza, pupazzetti di terracotta
o avorio o legno, carrettini trainati da pecore, caprette oppure oche. Amavano
anche giocare con i cuccioli, proprio come i bambini di oggi, ed avevano inventato
un gioco simile al nostro "palla prigioniera": la palla era di stoffa riempita
di segatura, oppure di cuoio. Un altro gioco era quello degli ASTRAGALI, piccoli
ossi di pecora a forma di cubo che venivano lanciati in aria per essere poi
ripresi… con il dorso delle mani!!! Vinceva chi ne recuperava di più. I bambini
giocavano anche con i cerchi e le biglie.
Lo
sapevi che nella tomba di una bambina romana è stata trovata una bambola di
avorio, con le articolazioni snodabili ed il suo corredino di vestitini? Proprio
come le Barbie di oggi!
Ma
anche alle terme ci si divertiva! Si facevano bagni rilassanti, si nuotava e
si faceva ginnastica: nel disegno qui accanto, due uomini si esercitano in una
lotta con armi finte. Si giocava a palla e ci si poteva anche fermare a leggere
qualcosa nelle biblioteche, sempre presenti nelle terme.
L'acqua delle terme romane era scaldata con il sistema
dell' IPOCAUSTO: uno schiavo era incaricato di alimentare una caldaia sotterranea
e l'aria calda veniva convogliata, attraverso canali di mattoni nei muri,
nella zona del CALIDARIUM (per i bagni caldi) e TEPIDARIUM (a temperatura
più mite). Il disegno qui sopra ti mostra il sistema inventato dai
romani. Nel FRIGIDARIUM l'acqua era a temperatura ambiente, ma i romani ritenevano
tonificante il bagno fatto prima nella piscina calda e subito dopo in quella
fredda: a volte, però, lo shock dovuto al cambio di temperatura improvviso
poteva portare anche alla morte del...bagnante!