Periodo fenicio


In questo periodo prima i Fenici e poi i Cartaginesi sbarcano in Sardegna formano delle città emporio e poi man mano si espandono verso l'interno. I rapporti con i Sardi non furono mai tranquilli perché non accettavano di rinunciare alla loro libertà. La Sardegna in questo periodo si trova divisa in due: le zone centrali e le montagne occupate dai Sardi e le zone pianeggianti e i litorali occupate dai Fenici, dai Cartaginesi e da quei Sardi che hanno accettato di scendere a compromessi.

 

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Periodo vandalico


Gli abitanti di Turris in questo periodo si dovettero difendere dai Vandali provenienti da Cartagine (occupata nel 439) e per questo costruirono frettolosamente intorno alla metà del V secolo una cinta muraria che fu poi demolita intorno alla fine del V secolo. I resti di questa cinta muraria sono stati recentemente riportati alla luce durante la realizzazione dello scavo per le fondazioni della Banca Nazionale del Lavoro.
Dopo tale periodo si assiste all'abbandono improvviso del paese da parte degli abitanti che si ritirarono verso l'interno per dar vita a Sassari per ragioni che non sono ancora del tutto chiare. Tra gli studiosi alcuni sostengono che Turris si sia spopolato per il timore delle incursioni dei Vandali, altri perché un terremoto ha distrutto la città. Non è ancora del tutto chiaro se questo trasferimento ha coinvolto l'intera popolazione o solamente una parte di essa.

 

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Periodo bizantino


Sotto l'influenza dei bizantini la lingua ufficiale diventa il greco e si diffonde il Cristianesimo greco e non quello romano.
In questo periodo la Sardegna fu fatta oggetto di attenzioni e cure da parte dell'imperatore Giustiniano che addirittura inviò un suo pronipote, Tito Flavio Giustino, persona di grande prestigio, ad assumere un'alta magistratura nella città e in quella veste, promosse fra l'altro, la ricostruzione dell'acquedotto.
Il periodo bizantino fu caratterizzato da una intensa attività nel campo delle fortificazioni nell'entroterra turritano, che furono denominate CASTRA FELICIA, in parte nuove e in parte sui resti di vecchie fortezze romane. Fino a non molto tempo fa gli studiosi erano concordi nel ritenere che i CASTRA erano stati costruiti per contenere le irrequiete popolazioni barbaricine .
Oggi invece alcuni ritengono che, almeno nella parte settentrionale dell'isola, furono edificati come strumento di difesa, qualora si fosse presentata la necessità, dagli attacchi Longobardi che a partire dal 568 d. C circa si erano insediati in gran parte della penisola italiana. 
Così si spiega la costruzione del castrum di Sa Pauluzza ad Olbia e di una torre di guardia sul colle di Osilo da dove si poteva sorvegliare un largo tratto di mare ed avvistare i Longobardi quando erano ancora lontani dalle coste della Sardegna. 
Di un tentativo di attacco Longobardo rimane testimonianza epigrafica proprio a Porto Torres dove è conservata una monumentale iscrizione che menziona nella seconda metà del VII secolo una trionfale operazione militare del console e duca bizantino Costantino.
Del periodo bizantino rimangono nell' entroterra di Porto Torres, a Marina di Sorso, accanto a una villa tardo-romana, la chiesa di Santa Filitica riscoperta in questi ultimi anni nel corso di accurati scavi.
Altri oggetti di eta' bizantina sono noti, provenienti dall'agro: pesi per bilance, brocche di bronzo, anelli, orecchini, pettini e fibule.
Altri oggetti di età bizantina sono stati rinvenuti anche a Porto Torres: dal cosi detto "Palazzo di Re Barbaro", terme che furono frequentate anche in questo periodo, provengono un boccale fittile e delle brocche fittili; quaranta monete d'oro, alcuni gioielli sono stati rinvenuti in regione Balai all'estrema periferia di Porto Torres.

 

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Dominazione araba


Questi dopo il 711 arrivarono a occupare la Spagna e poi tentarono di espandersi in Francia ma furono respinti da Carlo Martello. Allora retrocedono ma mantennero l'occupazione della Spagna per molti secoli fino al 1492. Inoltre occuparono le Baleari, la Sicilia e tentarono più volte di occupare la Sardegna ma furono ripetutamente cacciati non dai Bizantini ma dai Sardi. Si formarono in seguito le organizzazioni marinare e la Sardegna assieme alle Repubbliche di Genova e Pisa cacciano definitivamente gli Arabi.

 

 

 

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